ANTONIO SPERANZA - "Quanto accaduto questa sera a Torino, durante i disordini legati al centro sociale Askatasuna, supera ogni limite tollerabile.Un poliziotto è stato preso a martellate. A terra. Accerchiato. Colpito con violenza deliberata da un gruppo organizzato di facinorosi. Non è protesta. Non è dissenso. Non è nemmeno una semplice aggressione. Questa è guerra dichiarata contro lo Stato e contro le Forze dell’Ordine. Le immagini diffuse sono inequivocabili e raccapriccianti: un uomo in divisa trasformato in bersaglio, colpito con strumenti atti a uccidere, salvato solo dall’intervento dei colleghi che lo hanno strappato a una violenza che poteva avere un esito irreparabile. Il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC) respinge con forza ogni tentativo di minimizzazione. Chi continua a parlare di “manifestazione” o di “tensione” si rende moralmente corresponsabile di ciò che accade nelle piazze quando lo Stato arretra e la violenza prende il sopravvento. Un poliziotto preso a martellate non è un episodio: è un messaggio. E lo Stato ha il dovere di rispondere con fermezza, senza ambiguità e senza alibi.
Il SIC non accetterà più silenzi, giustificazioni o parole vuote. Questa vicenda sarà portata in ogni sede istituzionale e mediatica, perché chi colpisce una divisa deve sapere che non resterà impunito. Chi aggredisce le Forze dell’Ordine aggredisce lo Stato. E lo Stato non può più permettersi di girarsi dall’altra parte. Il SIC annuncia fin da ora che non si fermerà e che porterà questa vicenda a ogni livello istituzionale e mediatico utile, perché nessuno possa più dire “non sapevamo”. Chi aggredisce così non sta manifestando: sta attaccando. E chi attacca lo Stato deve trovare lo Stato. Subito. Senza attenuanti. Senza alibi".
Ha dichiarato, in una nota, il Segretario Generale del Sindacato Indipendente Carabinieri, Luigi Pettineo.
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