Torna (indietro) Jazz is Dead! festival. Cambia location, ripensa gli spazi scenici, abbandona il grande palco, cambia gli orari.
TORINO - "Sarà l’ultima edizione così come lo si conosce che permarrà nel tempo e nello spazio, e rinascerà aperto a nuove prospettive, evoluzioni e definizioni". Con questa dichiarazione, scritta, letta, ribadita, ripetuta, durante l'ultima edizione, si chiudeva JID25. Una lunga riflessione, incentrata in particolare sul posizionamento del festival, si è articolata nei mesi a seguire. "Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?".
La governance di Jazz is Dead! non segue un progetto predefinito e scritto nel tempo, non è formale, è lo specchio di uno stato d'animo, individuale e collettivo, che costantemente si interroga e si contorce mentre cerca il sé nella musica e nell’esperienza del festival.
Jazz is Dead! festival (re)esiste e si terrà anche nel 2026. Ma non sarà uguale a prima.
Backwards
Ecco la parola che guiderà la nona edizione del festival: indietro, all'indietro, tornare indietro. Abbiamo visto Jazz is Dead! crescere di anno in anno, in termini di affluenza, di spazi, di parole, di contenuto artistico… oggi è il momento di voltarsi e di tornare indietro.
Backwards significa anche al rovescio, dal 9 si torna al 6, alla sesta edizione, intitolata "Chi sei". Torniamo a porci domande, torniamo all'edizione che è stata da spartiacque, quella che ha trasformato il piccolo festival di ricerca in un potenziale grande festival internazionale.
Torniamo indietro e troveremo di nuovo un essere fluido, senza tempo e senza spazio, una forma leggera che si muove all'aperto, senza confini riconoscibili, un luogo e un tempo da riprendersi, un'esperienza di ricerca viva che si lascia vivere.
Jazz is Dead! si ridimensiona, cambia location, ripensa gli spazi scenici, abbandona il grande palco, cambia orari
Pensiamo che nell'apertura ci sia una chiave di sopravvivenza, che la libertà sia l'unica via e questa nuova configurazione di Jazz is Dead! ha trovato accoglienza in un luogo che dell'apertura e della condivisione ne fa statuto, Cascina Falchera, che si è rivelata uno spazio dove poter immaginare e sperimentare nuove modalità fruitive, libere e svincolate dalle tradizionali logiche dell'intrattenimento musicale. Jazz is Dead! sta lavorando al fianco del Consorzio Kairos per definire queste nuove conformazioni.
Nel totale rispetto dell'area ospitante, Jazz is Dead! si allargherà, come l'essere dell'immagine guida di questa nona edizione, senza forma, in movimento, leggera, tingendosi di nuove tinte senza mai tradire l'anima profonda del festival.
Jazz is Dead! intende consolidare collaborazioni e partenariati con gli operatori e le operatrici del circondario, contribuendo all'attivazione di una comunità e immaginando forme di collettività temporanee che parlino più di un linguaggio, con l'obiettivo di valicare la specificità. Jazz is Dead! infatti è un festival associativo nelle modalità - che verranno svelate più avanti - e nella governance.
Jazz is Dead! è un progetto di Jazz Is Dead Aps, prodotto da Arci Torino e Magazzino sul Po, direzione artistica e comunicazione TUM Torino. Nato nel 2017, si propone come motore di ricerca musicale focalizzata su jazz sperimentale, avanguardia ed esplorazione sonora, definendosi come un progetto che attraversa i generi. Jazz is Dead! promuove la musica d'avanguardia attraverso un festival che in otto edizioni è diventato un punto di riferimento internazionale per la musica alternativa e sperimentale, Dalla sua nascita nel 2017, ha ospitato nomi di rilievo internazionale come Peter Brötzmann, Faust, Thurston Moore, Moor Mother, Colin Stetson, The Necks, tra gli altri. Il festival si svolge principalmente a Torino, ha coinvolto spazi come San Pietro in Vincoli, Bunker, Cinema Massimo, Planetario di Torino, Auditorium Agnelli, Hiroshima Mon Amour e, per la nona edizione, Cascina Falchera.
Cascina Falchera è un Bene Comune della Città di Torino, concesso in gestione al Consorzio Kairòs da ITER – Istituzione Torinese per una Educazione Responsabile, con l’obiettivo di valorizzarne la vocazione educativa e trasformarlo in un hub di innovazione sociale. Attraverso un percorso di progettazione partecipata e una concessione di 19 anni, la Cascina è stata riaperta alla comunità: organizzazioni e cittadine/i sono coinvolti in una co-gestione responsabile e proattiva, in stretta collaborazione con le istituzioni e con uno sguardo metropolitano che dialoga anche con i territori vicini di Settimo Torinese, Mappano, Caselle Torinese, Borgaro Torinese e Leinì. Sono partner del progetto: Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Scienze Veterinarie, Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Psicologia, Liberitutti s.c.s., Crescere Insieme s.c.s., Ecosol s.c.s, Liberitutti Factory s.r.l. impresa sociale, Damamar odv, RE.TE. ong, Impollinatori Metropolitani aps, Wea Foundation, (Ri)generiamo, Leroy Merlin, Limen.
INFORMAZIONI:
"Jazz is Dead! Festival 2026 - Backwards"
nona edizione
29-30-31 maggio
Cascina Falchera - Torino
IG jazz_is_dead
FB jazzisdeadtorino
