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| Vinicio Marchioni (Ph Pier Costantini) |
Da mercoledì 11 a domenica 15 febbraio al Teatro Piccinni di Bari
BARI - Dall’11 al 15 febbraio (11 e 12 febbraio ore 19.30; 13 febbraio ore 21; 14 febbraio ore 20; 15 febbraio ore 18) il Teatro Piccinni di Bari ospita, in esclusiva regionale, per la stagione teatrale Umano Collettivo del Comune di Bari in collaborazione con Puglia Culture, lo spettacolo Riccardo III di William Shakespeare. Prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria e da LAC Lugano Arte e Cultura, Riccardo III arriva a Bari nella potente rilettura firmata da Antonio Latella, interpretata da Vinicio Marchioni volto amato dal pubblico e interprete teatrale di rigorosa formazione, già diretto da Latella pochi anni fa in Chi ha paura di Virginia Woolf? in scena anche sul palco del Teatro Piccinni nel 2023, insieme a Sonia Bergamasco. Uno spettacolo che ha debuttato a novembre scorso al Morlacchi di Perugia e che subito dopo Bari sarà al Teatro Mercadante di Napoli.
Attorno a Marchioni, nel ruolo del protagonista, un cast di interpreti scelti, come dichiara lo stesso Latella in alcune interviste, con attenzione "maniacale", affinché ogni personaggio trovasse la propria forza artistica: Silvia Ajelli (Regina Elisabetta), Anna Coppola (Regina madre, Duchessa di York), Flavio Capuzzo Dolcetta (custode), Sebastian Luque Herrera (Principe York, Richmond), Luca Ingravalle (Principe Edoardo), Giulia Mazzarino (Lady Anna), Candida Nieri (Regina Margherita), Stefano Patti (Buckingham), Annibale Pavone (Clarence – Re Edoardo – Stanley), Andrea Sorrentino (Hastings, Sindaco). Uno spettacolo monumentale (2 ore e 40 minuti), che scava nel cuore del testo shakespeariano per restituirne la modernità, la crudeltà e l’incanto.
"A tutti i miei collaboratori artistici ho chiesto di dare bellezza al male e non bruttezza, perché chi tradì il paradiso fu l’Angelo più bello" sono le parole con cui lo stesso Latella presenta il suo spettacolo. Ecco che quindi il suo Riccardo III - liberato dal cliché della deformità fisica come giustificazione del male - fa emergere una figura affascinante, seduttiva, colta. Il male, nella visione del regista campano, non è disarmonia ma piuttosto bellezza e intelligenza che incanta. Una scelta che interroga lo spettatore sul bisogno contemporaneo di semplificare il male rendendolo visibile, identificabile, "altro" da sé. Al centro il potere della parola.
E nelle sue note di regia continua: "A noi interessa la forza della parola, la seduzione della parola, e, perché no, la scorrettezza della parola. Il serpente incantò Eva con le parole, o, in ogni caso, bisognerebbe pensare che il serpente fu abile in quanto riuscì a far staccare la mela dall’albero ad Eva ma fu Adamo a morderla. Quindi, chi dei due peccò? Il male che mi interessa è nella bellezza, non nella disarmonia. Il male è il giardino dell’Eden. Una bellezza accecante, una bellezza che pretende un ritorno al figurativo. Una bellezza opulenta e ingannatrice, fatta di relazioni pericolose, di giochi di seduzione continui. E, in questo, Riccardo III è il maggiore dei maestri. La sua battaglia non è per la corona, non è per l’ascesa al trono, ma è per la sottomissione del femminile, quando è proprio il femminile che gli darà scacco matto; difatti sarà la Regina madre a portare a termine una tremenda maledizione. La traduzione di Federico Bellini mi permette inizialmente di giocare con tempi e andamenti ritmici quasi da commedia, direi wildiana, in una pennellata che rimanda all’Inghilterra Vittoriana. Abbiamo cercato di creare un adattamento dove, pur nella rinuncia ad alcune parti del testo originale, abbiamo provato a rispettare l’interezza della vicenda e la sua trasversalità di significato. Ci siamo presi il lusso, studiando i personaggi del testo, di ampliarne uno già esistente, chiamandolo Custode, apparentemente un servitore del male e di Riccardo III, che, con l’andare della narrazione, si scoprirà essere in realtà al servizio della bellezza del luogo; un custode che vuole garantire la sopravvivenza del giardino dell’Eden e per questo è pronto a tutto, quel tutto che nel testo si sintetizza con la parola 'Amen'. Infine e non da ultima, la scelta degli attori: un cast importante, ponderato in modo maniacale, un cast che possa essere forte per talento e dare ad ogni personaggio letterario qualcosa di fortemente artistico, un cast che possa ammaliare gli spettatori mettendo al primo posto del loro lavoro il potere performativo della parola che il Bardo ci consegna e ci lascia in eredità. Sappiamo tutti che la parola può mettere a tacere ogni tipo di guerra, ma nonostante la storia ce lo ricordi continuamente, continuiamo a dimenticarlo e credo, con mio dolore, volutamente: forse perché siamo stati creati per essere stonatura all’interno della perfezione armonica della prima nota, il DO, o almeno così mi piace pensare".
In occasione dello spettacolo è in programma anche un seminario di approfondimento sul Teatro contemporaneo nell’ambito del progetto "Dal palcoscenico alla platea. Un’ esperienza con la prosa contemporanea" sviluppato da Puglia Culture con l’Accademia di Belle Arti di Bari per il Comune di Bari. Venerdì 13 febbraio dalle 10 alle 13 gli studenti e i docenti della Scuola di Scenografia - Cattedra di Scenotecnica prof.ssa Porziana M. Catalano incontreranno a distanza la scenografa Annaelisa Zaccheria e parteciperanno a una visita guidata alle scene dello spettacolo allestito sul palco del Teatro Piccinni di Bari.
