Tv, giovedì 21 marzo su Rai 5 il documentario 'Hopper, la tela bianca'


Un artista unico che fonde tradizioni e tendenze contraddittorie e che, utilizzando modelli della scuola classica, li trasporta nella realtà americana, in un mix di ironia, cinismo e malinconia, attraverso un uso unico e intenso della luce, l'elemento chiave nelle sue opere. Nasce così la magia di Edward Hopper e del modo in cui mescola ricordi e stranezze. Le sue opere sembrano familiari, come un'America stereotipata da Hollywood, ma Hopper le rende astratte, eliminando tutto ciò che è superfluo. Un artista al centro del documentario di Didier Ottinger e Jean-Pierre Devillers "Hopper, la tela bianca", in onda giovedì 21 marzo alle 19.20 su Rai 5.

Provenendo da una tradizione radicata in un realismo intrinseco alla cultura americana e nutrito dalla pratica dell'illustrazione, Hopper si dimostra il più paradossale dei pittori realisti. Un film che fa vivere al pubblico le stesse emozioni, focalizzandosi sulla visione delle opere, senza distrazioni superflue, e che conduce dai dipinti ai luoghi della vita di Hopper: dal suo studio a New York a quello a Truro, da Nyack a Parigi.
Basato su rari filmati di Hopper e sulla collezione di documenti, taccuini e foto donati da sua moglie Jo al Whitney Museum, il documentario può contare sulla testimonianza di Brian O'Doherty, amico di lunga data della coppia, oltre che su preziosi filmati.

Daniele Martini

Sono un giornalista pubblicista, docente di comunicazione e sostegno. Sono un operatore della comunicazione.

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