(foto Lapresse della maglia rosa Guillermo Silva)
Archiviato questo mini Giro della Bulgaria in tre tappe, e nel primo giorno di riposo, è giusto fare un mini bilancio di quanto accaduto.
In sede di presentazione avevamo scritto come la coppia della UAE formata dall'australiano Jay Vine e dal britannico Adam Yates, fratello-gemello del vincitore del Giro 2025, Simon, rappresentava una delle poche variabili che avrebbero potuto rappresentare un'alternativa al grande favorito di questa edizione, il danese Vingegaard, o comunque essere dei nomi spendibili per il podio.
Purtroppo entrambi, assieme al validissimo compagno di squadra Soler, sono già fuori corsa a causa della rovinosa caduta nella tappa di sabato. Yates ha concluso la tappa, dopo aver rimediato ferite al capo tagliandosi su un guard rail metallico tali da renderlo un'autentica maschera di sangue, ma non è ripartito ieri.
Una caduta causata da un errore nell'impostazione di una curva in discesa su di una strada sbagliata, quando il gruppo era ancora pressoché compatto e prima dell'ultima salita di giornata, dove Vingegaard avrebbe portato un attacco deciso al quale Pellizzari ha prontamente risposto. Al di là del fatto che i due siano stati ripresi subito prima dell'arrivo, la dimostrazione che questo potrebbe essere il tema dominante della corsa per la maglia rosa, il confronto fra il grande favorito, alla caccia del successo nel solo grande giro che non ha ancora vinto, e quella che è più di una giovane promessa.
Quella tappa ha poi visto il successo di tappa e la conquista del primato nella classifica generale da parte del giovane uruguagio Guillermo Silva, del team Astana, ottimamente pilotato da Scaroni in quell'occasione. Si tratta del primo corridore del piccolo Paese sudamericano, com'è noto di grande tradizione calcistica, capace di conseguire un successo così importante in una corsa del calendario internazionale fra le più prestigiose.
Ed è questa già una piacevole sorpresa. La seconda sorpresa è rappresentata dalle due vittorie di tappa del francese Paul Magnier, della Soudal-Quick Step, un velocista di soli 22 anni capace per il momento di sbaragliare la concorrenza, battendo in particolare Jonathan Milan, che era alla vigila l'uomo faro per le volate.
Vedremo il prosieguo anche di questa sfida, che già domani, sul traguardo di Cosenza, potrebbe avere un seguito, quantunque la prima tappa in terra italiana, tutta calabra, presenti una salita lunga a 50 km dal traguardo, sulla quale certamente gli attaccanti alla ricerca di un successo di tappa renderanno la vita difficile alle ruote veloci del gruppo. Più sicuro certamente che sarà Napoli, giovedì, la sede di una nuova volata.
Per il resto ieri da segnalare la bellissima quanto sfortunata azione dei tre fuggitivi di giornata, protagonisti lo spagnolo Sevilla, che in queste tre frazioni ha fatto incetta di punti del GPM, e gli italiani Tonelli e Tarozzi, ripresi a un soffio dal traguardo, poche centinaia di metri. Purtroppo capita.


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