Tra abuso e asfalto, il refrain-mantra di "Twisted Youth Freeway" racconta una libertà che ha il prezzo della sopravvivenza
«You can stay here and live by my rules or get outta here and try to stay alive» («Puoi restare qui e vivere secondo le mie regole, oppure andartene da qui e cercare di restare vivo»). Non è l’incipit di un thriller psicologico né l’inizio di un film horror, ma l’ultimatum che eviscera l’infanzia e consegna un diciottenne all’asfalto di una libertà pagata a carissimo prezzo. Con "Twisted Youth Freeway" (distr. Corallo Records per Lotus Music Production), gli Psychos di Andy Romi caricano il loro progressive rock di una funzione biologica: la sopravvivenza. Il brano si può ascoltare su Spotify al seguente link https://9uck1.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeG13EYP3WsqQTGLloXQb/n7YuDAPq3ElO.
Mentre il dibattito pubblico sulla violenza domestica continua a infrangersi contro l’omertà delle mura private, il gruppo senese sceglie la strada della narrazione cruda, frontale, dove l'uscita di casa non rappresenta un gesto di ribellione adolescenziale, bensì l'unica strategia per non soccombere.
Secondo l’ISTAT, una quota significativa delle vittime di violenza domestica subisce i primi episodi in età infantile. È una zona d’ombra poco raccontata, in cui l’abuso non esplode all’improvviso, ma si stratifica nel tempo, normalizzato all’interno del nucleo familiare. Per molti ragazzi e ragazze, il compimento della maggiore età, anziché coincidere con l’ingresso nell’autonomia, corrisponde all’unico margine legale e materiale per allontanarsi.
Allontanarsi da un teatro di guerra privato, da un carnefice che non ha il volto dell'estraneo, ma quello raggelante di chi dovrebbe garantire protezione. Il perimetro domestico che si fa cella, la figura genitoriale che abdica al proprio ruolo per farsi despota. Ci si sposta perché casa è diventata un campo minato di micro-aggressioni, ricatti emotivi e silenzi punitivi, dove ogni parola è un azzardo e ogni azione è sottoposta al vaglio di un codice di condotta arbitrario e violento. Andarsene, significa dunque sabotare una narrazione tossica che vorrebbe il figlio come proprietà privata, scegliendo l'instabilità della strada e la precarietà dell’incertezza pur di non vedere la propria identità definitivamente polverizzata da chi, tra quelle mura, esercita un dominio psicologico prima ancora che fisico.
In questa discrepanza tra il sé e il sangue, si innesta la trama stessa del brano. "Twisted Youth Freeway" segna il passaggio forzato dall’infanzia a una giovinezza vissuta in fuga, perché restare è diventato più pericoloso che andare via. Senza protezioni, senza rete, spesso senza una destinazione, la strada diventa l’unica alternativa praticabile a una dimora che ha smesso di essere un luogo sicuro.
Il testo si snoda su un’architettura hard rock muscolare, figlia di quella scuola anni Settanta che sapeva dare al disagio in un suono ben preciso, tra chitarre e sezione ritmica che accompagnano il racconto senza edulcorarlo, mantenendo un andamento costante, quasi ostinato.
La partenza notturna, le stazioni ferroviarie alle prime luci dell'alba, il dolore fisico che anestetizza i sensi. Poi, le panchine dei parchi trasformate in trincee e la sensazione costante di essere inseguiti. Sono frammenti che rimandano a una quotidianità poco visibile ma ampiamente documentata: quella dei giovani che, una volta usciti da contesti familiari violenti, attraversano fasi di homeless temporaneo, spostandosi senza una destinazione stabile. "Twisted Youth Freeway" dà ritmo, voce e forma narrativa a questa realtà, in cui la libertà coincide con la distanza da ciò che si è lasciato alle spalle.
Il refrain — «I won a ticket to ride on the Twisted Youth Freeway» («Ho vinto un biglietto per correre sulla Twisted Youth Freeway - l'autostrada della gioventù deviata») — anziché introdurre una conquista, registra l’ingresso in una condizione irreversibile. Quel "biglietto" non apre a un altrove desiderabile, ma sancisce l’avvio di una latitanza forzata e necessaria. È il resoconto di una giovinezza braccata, in cui l’idea di futuro viene spazzata proprio da chi dovrebbe tutelarlo. E in questo orizzonte mutilato, il diritto di esistere si materializza sottraendosi alle proprie radici, fuggendo da un aguzzino che promette di non fermarsi mai («If you choose to get out of that door, I’ll be chasing you and never stop ‘till I’ll kill you» - «Se scegli di uscire da quella porta ti darò la caccia e non mi fermerò mai finché non ti avrò ucciso»), mentre l’urgenza non è scegliere chi diventare, ma evitare di essere raggiunti.
Sotto la superficie sonora, la mano di Andy Romi, produttore e anima del progetto, che ha curato ogni dettaglio presso lo Psychotic Studio. La sua esperienza, maturata in decenni di dedizione alla macchina del suono, si traduce in una produzione nitida e stratificata, capace di sorreggere un testo che parla di abusi, dipendenze e identità senza mai scivolare nel pietismo. La precisione tecnica, certificata dai più alti standard industriali, diventa qui lo strumento per dare dignità a un racconto di margine e redenzione.
«Volevo descrivere quel momento esatto in cui capisci che restare significa morire, non solo metaforicamente - dichiara Andy Romi -. La Twisted Youth Freeway è quel non-luogo dove finisce chi ha dovuto scegliere la strada per difendere il proprio diritto di esistere. È un percorso fatto di ombre, ma è l'unico che porta lontano dalla schiavitù della paura».
Gli Psychos intersecano la musica con la realtà sociale più urgente, quella che solitamente resta soffocata tra il perbenismo di facciata e l’indifferenza delle istituzioni. Qui il progressive diventa l’unico linguaggio capace di sostenere l’urto di una verità indigeribile, quella di una casa che da nido si fa macello.
Oggi, nell’era di narrazioni mitigate, smorzate e lineari, la band senese ha il coraggio di dare un suono a quella zona grigia in cui la famiglia smette di essere protezione per diventare minaccia, rendendo ogni nota e ogni riff la relazione di una latitanza obbligata.
"Twisted Youth Freeway", accompagnato dal videoclip ufficiale girato a Roma sotto la direzione di Gina Merulla, con gli attori del gruppo teatrale Teatro Hamlet, è la testimonianza di chi ha preferito l'incertezza del domani alla certezza di un presente violento; un lavoro che riconsegna al rock la sua funzione primaria, quella di essere il grido di chi, pur di restare vivo, ha accettato di sparire dai radar.
Per quel che riguarda gli Psychos, nascono a Siena nel gennaio 2010 da un’idea di Andy Romi, chitarrista, autore e produttore che nel tempo diventa anche il fulcro sonoro del progetto, alternandosi tra chitarre e tastiere e assumendo la voce solista. La prima formazione prende forma con Manuel Conti alla seconda chitarra, Giulio Bizzarri al basso e Luca Di Stefano alla batteria: nei primi mesi l’attività live cresce rapidamente e porta alla pubblicazione dell’esordio autoprodotto "Ricordi", sei brani che definiscono l’identità della band tra hard rock e progressive. Negli anni successivi il gruppo attraversa cambi di line-up e un’evoluzione strumentale che spinge le composizioni verso intrecci più complessi e una scrittura sempre più legata alla scuola rock anni Settanta. Da questa fase nasce il secondo album autoprodotto "Sol#", accolto con riscontri positivi da critica e pubblico. Nel 2015 arriva "Dritto al Cuore", disco di tredici tracce registrato da Andy Romi nel proprio studio e mixato/masterizzato al Narada Studio; la promozione e i nuovi assestamenti interni rallentano però la continuità del progetto, fino a una fase di pausa e ripartenza. La pandemia interrompe le lavorazioni del quarto lavoro e coincide con un passaggio decisivo: Andy Romi concentra energie e competenze sulla produzione, realizza e struttura lo Psychotic Studio, si forma sullo standard Avid/Pro Tools e ottiene la certificazione Avid, affiancando all’attività artistica quella di fonico e producer. Con il ritorno del batterista fondatore Luca Di Stefano, dalla fine del 2022 gli Psychos avviano un nuovo ciclo discografico: pubblicano il singolo "Not Another Christmas Song" e completano in pochi mesi "Look Into Your Soul", distribuito da Lotus Music Production sulle piattaforme digitali. Nell’estate 2024 la promozione del disco porta la band anche su testate internazionali, tra cui la britannica PowerPlay Magazine. Oggi gli Psychos stanno lavorando a un nuovo concept album, un percorso che conferma la doppia anima del progetto, scrittura rock e visione produttiva, con Andy Romi alla guida creativa e tecnica dell’intero impianto sonoro.

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