"Il PNRR è un ingranaggio complesso che può funzionare solo se tutte le sue componenti rimangono attive e coordinate. Da un lato abbiamo le amministrazioni preposte al controllo, dall’altro gli enti attuatori che hanno il compito di realizzare, monitorare e rendicontare gli interventi. La decisione del Governo di garantire la continuità dei controlli fino al 2029, dimenticandosi però di tutelare le strutture operative che devono materialmente produrre i dati e le opere, rappresenta una miopia amministrativa senza precedenti. È una contraddizione evidente: si sceglie di lasciare il controllore in campo, ma si tolgono di mezzo i giocatori prima della fine della partita".
"Le attività di monitoraggio e rendicontazione non si esauriscono magicamente nel 2026, ma proseguono necessariamente negli anni successivi. Senza una garanzia di continuità per il personale e le strutture tecniche degli enti attuatori, l’intero sistema diventa strutturalmente fragile, lento ed esposto a gravi errori burocratici che rischiano di compromettere i finanziamenti europei. La nostra richiesta è di puro buon senso: se si proroga l’attività di verifica fino al 2029, si deve contemporaneamente garantire stabilità a chi quei controlli li rende possibili con il proprio lavoro quotidiano. Proseguire su questa strada significa fare una telefonata e, un istante dopo, togliere la linea a chi deve rispondere".
Così il deputato del Pd Mauro Laus.


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