All’Università di Macerata il primo confronto nazionale ul futuro delle discipline umanistiche


Giovedì e venerdì, 12 e 13 marzo, l’Ateneo riunisce direttrici e direttori dei Dipartimenti di Studi Umanistici di tutta Italia per elaborare un Manifesto da presentare al Ministero e al mondo politico e culturale.

Le discipline umanistiche attraversano una fase critica. In un sistema universitario sempre più orientato verso parametri quantitativi, innovazione tecnologica e logiche di mercato, i saperi che formano il pensiero critico, la capacità di interpretare la complessità, il discernimento etico e il senso della responsabilità pubblica rischiano di essere progressivamente marginalizzati.

Non è in gioco solo l’equilibrio tra aree disciplinari, ma la qualità stessa della formazione universitaria e il contributo che l’università può offrire alla società nel suo insieme. Da questa consapevolezza nasce l’Incontro nazionale delle direttrici e dei direttori dei Dipartimenti di Studi Umanistici, promosso dall’Università di Macerata per giovedì 12 e venerdì 13 marzo nella Sala Sbriccoli della Biblioteca didattica di Ateneo, in piazza Oberdan 4.

L’appuntamento, intitolato "Il futuro delle Humanities nell’università italiana" e organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici di Unimc, riunirà per la prima volta a Macerata le responsabili e i responsabili delle strutture accademiche che in tutta Italia si occupano di lingue, mediazione linguistica, storia, lettere e filosofia. "L’obiettivo – spiega il rettore John McCourt – è aprire un confronto approfondito sul valore, sul ruolo e sulle prospettive delle discipline umanistiche nel sistema universitario e nella società italiana".

Con il termine "umanesimo" i promotori intendono sia i percorsi di formazione dell’umanità delle persone, in particolare in ambito universitario, sia la coltivazione dei saperi umanistici. "La riflessione – sottolinea il direttore del Dipartimento di Studi Umanistici Roberto Mancini - nasce dalla preoccupazione per una progressiva marginalizzazione di questi ambiti, spesso penalizzati nella distribuzione di risorse e spazi a favore di logiche che privilegiano esclusivamente indicatori quantitativi, tecnicizzazione dei processi e modelli aziendalistici. Una deriva che rischia di compromettere non solo la qualità della ricerca e della didattica, ma anche la capacità dell’università di generare cultura critica e coesione sociale".

I lavori si apriranno giovedì 12 marzo alle ore 15 con il saluto del Rettore John McCourt, seguiti dall’introduzione del direttore del Dipartimento di Studi Umanistici Roberto Mancini e della vicedirettrice Simona Antolini. Dopo il dibattito, la seconda giornata – venerdì 13 marzo dalle ore 9 – sarà dedicato ai lavori per gruppi tematici e a un confronto plenario conclusivo, ancora alla presenza del Rettore. Sono attesi oltre 30 partecipanti, per la maggior parte in presenza.

Cuore dell’iniziativa sarà la volontà di elaborare, al termine dell’incontro, un testo condiviso che raccolga le istanze per il rinnovamento dell’umanesimo e la valorizzazione delle discipline umanistiche nel sistema universitario. Una sorta di Manifesto da diffondere al Ministero dell’Università e della Ricerca, ai responsabili dei settori Cultura, Università e Scuola delle forze politiche e sindacali, ai giornalisti e agli operatori dell’informazione specializzata. L’incontro di Macerata rappresenta un primo passo di un percorso più ampio, che si intende proseguire in altre sedi universitarie italiane, per promuovere un rilancio condiviso della cultura della dignità umana e dei saperi che la sostengono. In un tempo segnato da trasformazioni rapide e profonde, le Humanities rivendicano così la loro funzione culturale e pubblica: formare persone capaci di interpretare la complessità, custodire la memoria e immaginare il futuro.

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