Milano, il messaggio dell'Arcivescovo per la scomparsa del Rettore Franco Anelli


MILANO
– Qui di seguito vi facciamo leggere il messaggio che mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano e presidente dell’Istituto Toniolo, ha indirizzato alla Comunità dell’Università Cattolica in seguito alla tragica scomparsa del Rettore, professor Franco Anelli. Il messaggio è stato letto al termine della Messa celebrata questa mattina nell’Ateneo, presieduta da mons. Franco Giulio Brambilla, Vescovo di Novara.

Alla Comunità dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

La tragica morte del Rettore Prof. Franco Anelli mi ha lasciato senza parole, con un desiderio intenso di preghiera.
Ho pregato per il prof. Anelli e ho chiesto al Signore la consolazione e la fortezza necessarie per la mamma e per coloro che gli sono stati particolarmente vicini.
Ho anche immaginato lo sconcerto di tutta la comunità accademica di fronte a questa morte: per il ruolo istituzionale che il prof. Anelli ha ricoperto, questa morte produce in tutti noi uno smarrimento e un drammatico senso della precarietà.
Non mi è facile mettere ordine nei miei pensieri e pertanto non so se riuscirò a esprimere in parole ciò che provo. Come Presidente dell’Istituto Toniolo ho avuto molte occasioni di incontro con il Rettore Anelli, ma si è trattato sempre di incontri funzionali: posso perciò dire di averlo stimato per la sua cultura, per la sua determinazione, per il gran lavoro che ha svolto per il presente e il futuro dell’Università Cattolica; ma non posso dire di averlo conosciuto in modo personale.
Tuttavia in questo momento sento anch’io, in un certo senso, il dovere di condividere sentimenti, riflessioni, considerazioni che siano di incoraggiamento ad affrontare la situazione.
In primo luogo prego e invito a pregare il Signore che accolga nella sua misericordia il prof. Anelli: a lui noi dobbiamo apprezzamento e riconoscenza, rispetto e discrezione.
Prego per tutte le Componenti dell’Università Cattolica, perché il Signore doni a noi tutti la lucidità e la fermezza necessarie a custodire buone ragioni per amare la vita, per desiderare la vita, per sostenere le prove della vita.
Credo infatti che la vita sia un dono, e la pratica della gratitudine per il dono ricevuto consente di interpretare anche i momenti difficili, anche i passaggi inquietanti, anche le delusioni e le frustrazioni, come prove sostenibili, come sfide da affrontare, come terre seminate di speranze. Non c’è nessuna solitudine in cui non abiti la presenza amica di Dio, non c’è nessuna situazione in cui non abiti una promessa.
Credo che la vita sia una responsabilità: impegna al servizio della comunità, in qualsiasi posizione ci si trovi. Ogni scelta, ogni gesto, ogni parola hanno una ricaduta sulla comunità. Non c’è nessuna vita privata che sia insignificante per la comunità in cui si vive.
In questa circostanza incoraggio tutte le Componenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a stringersi in quel senso di appartenenza che le tragedie rendono più necessario: ciò che sconcerta, può ricondursi alle giuste dimensioni quando lo si affronta insieme.
Insieme possiamo pregare per il Prof. Anelli, insieme possiamo elaborare il lutto, insieme possiamo assumere le decisioni che si impongono, insieme possiamo esercitare le nostre responsabilità per il bene dell’Università e di ciascuno in questo momento di transizione, insieme possiamo dare conforto a coloro che da questa morte sono particolarmente feriti.

Daniele Martini

Sono un giornalista pubblicista e operatore della comunicazione.

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