Brindisi, Riforma costituzionale: una parte dell’avvocatura per il NO


BRINDISI
- In relazione al dibattito sulla riforma costituzionale, si segnala quanto accaduto a Brindisi, dove il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati aveva inizialmente dichiarato una posizione di equilibrio, organizzando un incontro con rappresentanti sia del "Sì" sia del "No" e affermando la volontà di non assumere una posizione ufficiale.

Contestualmente, tuttavia, lo stesso Consiglio ha concesso il proprio logo e accreditato una serie di eventi dedicati esclusivamente alle ragioni del "Sì", senza fornire alcuna spiegazione alle richieste di chiarimento avanzate formalmente da un gruppo di avvocati che dunque, sino ad oggi, rimanevano prive di riscontro.

Tale comportamento appare difficilmente conciliabile con il ruolo super partes che un ente pubblico rappresentativo dell’intera avvocatura è chiamato a svolgere e solleva interrogativi sulla necessità di garantire pieno pluralismo e trasparenza nel confronto su una riforma di rilievo costituzionale.

Questo quadro locale si inserisce in un contesto nazionale che necessita di analoga chiarezza. Alla luce delle dichiarazioni dell’avv. Moretti del Comitato Nazionale Avvocati per il No, è infatti necessario ristabilire una corretta rappresentazione del dibattito all’interno dell’avvocatura italiana.

L’idea che la categoria forense sia prevalentemente orientata per il "Sì" deriva dalla posizione espressa dall’Unione delle Camere Penali. Tuttavia, tale associazione rappresenta circa 10.000 iscritti su un totale di 235.000 avvocati, pari a circa il 4% dell’avvocatura italiana. Ne consegue che non è possibile attribuire a tale organismo un ruolo rappresentativo dell’intera categoria, né affidargli di fatto il monopolio dell’informazione su una riforma che inciderà profondamente sull’assetto costituzionale e sui diritti dei cittadini.

È dunque evidente che esiste una parte significativa dell’avvocatura nazionale, nonché locale e provinciale, che sostiene le ragioni del "No" e che ha diritto a pari dignità e visibilità nel dibattito pubblico.

Si auspica pertanto che tutti gli organismi rappresentativi della categoria forense garantiscano pieno pluralismo, trasparenza e imparzialità nell’informazione, nel rispetto del ruolo istituzionale che sono chiamati a svolgere.

Posta un commento

Nuova Vecchia