ASSISI (PG) - Proseguono gli eventi nella città di Assisi: martedì 24 febbraio 2026, ad Assisi, nella Sala della Spogliazione del Palazzo Vescovile, si terrà un seminario internazionale su religione, disarmo nucleare e conversione delle armi atomiche in energia per lo sviluppo umano dal titolo "Pace disarmata e disarmante. Religione e Conversione Armi Nucleari in energia di sviluppo".
Promosso dal Comitato per una Civiltà dell’Amore insieme ad Assisi Strategic Forum e rappresentanze della società civile, l’incontro prosegue il dialogo avviato ad Assisi dal 2023 e continuato anche a Università LUMSA nel 2025.
L’iniziativa chiede un impegno condiviso, tra credenti e non, per il disarmo nucleare globale e per la trasformazione di uranio e plutonio militari in energia utile all’umanità, come già avvenuto in programmi di conversione del passato. Il testo sottolinea l’urgenza del tema: circa 13.000 testate restano attive nel mondo e la corsa agli armamenti, alimentata dai conflitti, rappresenta una minaccia esistenziale.
Obiettivo centrale è promuovere una cooperazione internazionale che sostituisca la competizione militare, costruendo una “civiltà dell’amore” fondata su pace, sviluppo e uso civile della tecnologia nucleare.
Questo il programma preliminare del seminario:
10.00 Saluti delle Autorità
S.E. Mons. Domenico Sorrentino - Presidente della Regione Umbria - Sindaco di Assisi
10.45 Introduzione
Ing. Giuseppe Rotunno - Pres. Comitato per una Civiltà dell’Amore
11.00 Messaggi d’Incoraggiamento
Card. Pierbattista Pizzaballa - Patriarca, Gerusalemme
Card. Giorgio Marengo - Prefetto Apostolico, Mongolia
S.E. Mons. Alexis Mitsuru Shirahama - Vescovo di Hiroshima
11.30 Giovani e Testimonianze di Pace
Moderatore: Antonino Giannone - Pres. CTS di Assisi Strategic Forum
Docufilm Giovani e Nucleare di Pace
Chiara Francesca di Tizio (Giovani UCID) e Riccardo Ramadori (Giovani Universitari in Parlamento)
P. Gianmaria Polidoro - Pietro Matarese Pres. Assisi Pax
Filippo M. Boscia - Past Pres. Nazionale AMCI
Mary Stronach - V. Ministro Generale Ordine Francescano Secolare - Boston
Andrea Bartoli – Pres. Fondazione per la Pace S. Egidio - New York
Mons. Gianni Fusco - Università LUMSA
13.00 Intervallo
14.30 Tavolo di Dialogo: Ripresa del Disarmo Nucleare e della Conversione delle atomiche in energia di Pace
Moderato da Ing. Massimo Sepielli – Comitato per una Civiltà dell’Amore
Dr. Arnold Kohen - International Coordinator, Global Priorities - via web
Dr. Alexey Gromyko - Corresponding Member of the Russian Academy of Sciences (RAS) - via web
Dr. Roman Lunkin –Dpt Dir.Inst.of Eu.,Head of Center for the Studies of problems Religion and Society - via web
Ivana Nikolic Hughes Ph.D - Pres.Nuclear Age Peace Foundation, Senior Lecturer at Columbia Univ. - via web
Dr. Thomas B. Cochran - Director Nuclear Program at the Natural Resources Defense Council (NRDC) - via web
Gen. Giuseppe Secco – Francescano Secolare
17.30 Proposta agli Operatori Internazionali di energia
Ing. Angelo Antonio Papa – Comitato per una Civiltà dell’Amore
18.00 Conclusioni
Ing. Giuseppe Rotunno , Pres. Comitato per una Civiltà dell’Amore
il Vescovo Domenico Sorrentino, Amministratore Apostolico di Assisi
Vi proponiamo qui l'intervento di Filippo M. Boscia, Past Pres. Nazionale AMCI:
"Sono grato agli organizzatori di questo seminario internazionale che intende promuovere l’esigenza inderogabile di una pace disarmata e disarmante e che ha espresso orientamento assoluto alla conversione nucleare, consigliando che l’energia atomica non sia più concentrata in arsenali di guerra ma si concentri in arsenali di pace. Saluto con gratitudine il Vescovo di Assisi Mons Sorrentino e mi congratulo con i due protagonisti essenziali di questo dialogo, che desidero citare e ringraziare per il loro impegno: l’Ing. Giuseppe Rotunno, presidente del Comitato per una Civiltà dell’amore e l’Ing. Antonino Giannone, presidente del Comitato Tecnico Scientifico di Assisi Strategic Forum. Saluto tutte le autorità e i partecipanti. Sono un medico, esperto in patrologie della riproduzione umana e in oncologia. Vi chiederete: Cosa ci fa un medico di tal tipo ad un seminario sulla pace disarmata e disarmante. Chi mi conosce sa bene che non sono uno specialista in Medicina di guerra, un medico esperto in lezioni di guerra. Sono un medico che ha approfondito la Medicina nucleare in campo diagnostico-curativo e non in campo distruttivo, anzi proprio a questo riguardo ho curato 600 bambini vittime di quel tragico incidente dell’esplosione di Chernobyl. 600 vittime di un impiego pacifico dell’energia nucleare, vittime di un reattore primordiale che produceva 'energia pulita' per uso domestico-industriale, energia pulita per l’umanità, non di arsenale di guerra. Sono qui anche come Past President AMCI – Presidente Onorario SIBCE – Accademico di Storia della Medicina, di tutta la Medicina, sia quella di Pace ma anche di quella di guerra. Sono qui per la funzione che mi sta più cuore, che è quella di essere critico della 'ragion bellica'. Sono qui per affrontare il problema della PACE come impegno perché la virale ragione bellica, sia totalmente allontanata e sostituita dal dono della pace. Oggi ci sentiamo tutti espropriati di un dono, ci sentiamo tutti stritolati dal travaglio della guerra e tutti siamo alla ricerca di un impegno etico, serio e responsabile, orientato a scoprire le radici di questa pace dalla quale la ragione bellica vuole distoglierci. Allora oggi sono qui per essere pro-vocatore. E’ un termine che amo che viene dalla radice pro-vocare, essere esperto di suggestioni che intendono chiamare a gran voce, richiamare inclusivamente tutti a costruire alternative indispensabili in un mondo che ha bisogno di cura e di chi si prenda cura. Sono profondamente convinto che noi, esponenti di fraternità cattoliche, non dobbiamo far tacere la domanda di pace che interroga le nostre coscienze. Non possiamo distrarci dal sostenere e promuovere la fraternità di quella umanità ferita, soggiogata e oscurata che in questo tempo di 'chiaroscuro' ha bisogno di luce per transitare da un futuro fragile verso un futuro possibile. Utilissimo questo incontro soprattutto perché all’unisono tutti, da efficaci pro-vocatori, ci si possa proiettare a far emergere quello che non ci dicono. Quello che non ci dicono è che tante guerre incombono su di noi, promosse da chi è abituato a giocare il tutto per tutto…E noi non siamo marionette di servizio. Quello che non ci dicono è che la catastrofe climatica, energetica e finanziaria è figlia della catastrofe nucleare. Quello che non ci dicono è che l’abbondanza per alcuni diventa scarsità virale per altri. Quello che non ci dicono è che la discriminazione tra potentati economici e cittadini inermi distruggerà gli inermi. Chi ci propone la guerra come menzogna vuole solo spingerci, attraverso ideologismi e perversi istinti, verso una conflittualità orizzontale e verticale che va spazzata via, perché solo così può interrompersi la folle corsa verso la morte. Occorre fermare questa corsa mortale e ri-orientare le fonti energetiche verso profili utili e non distruttivi per la società. Oggi la conversione delle armi nucleari in energia di sviluppo dipende anche da noi e a noi spetta l’impegno di smentire la vergognosa menzogna che la guerra serve per la pace. Per essere giusti dobbiamo orientare le forze di guerra che possediamo verso il campo largo della pace, attraverso politiche di ripensamento, di riorientamento energetico, affinchè il nucleare bellico diventi fonte energetica per profili di bene, di sussidiarietà e di pace. I nostri pensieri forti imbocchino la strada della verità, dell’armonia, dell’essere con, per il bene di tutti… con-vocati a confermare alleanze di luce per un futuro che vada verso la pace, in pace e con la pace".
