Jamil Sawalmeh, direttore nazionale di ActionAid Palestine, spiega: "La decisione del governo israeliano di cancellare ActionAid e altre organizzazioni umanitarie internazionali dalla registrazione è un atto deliberato che avrà conseguenze mortali. In un momento di catastrofica necessità, questa decisione interromperebbe l'assistenza salvavita ai civili nei Territori Palestinesi Occupati e costituirebbe una chiara e documentata violazione degli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale umanitario. In quanto potenza occupante, Israele è legalmente tenuto a garantire il benessere della popolazione occupata e a consentire il passaggio rapido e senza ostacoli degli aiuti umanitari quando le risorse locali sono insufficienti. Questa decisione viola direttamente questi obblighi. L’impatto delle organizzazioni umanitarie internazionali è vasto e non c’è dubbio che questa decisione costerà vite umane. Solo nel 2025, ActionAid e i nostri partner hanno sostenuto più di 634.000 persone nei territori palestinesi occupati con cibo, acqua, alloggio e servizi essenziali. Il nostro lavoro è visibile ogni giorno attraverso incredibili partner locali che lavorano instancabilmente per mantenere aperte le cliniche, raggiungere le famiglie con cibo e alloggio e garantire che donne e famiglie possano accedere alle cure nelle circostanze più disperate. Non si tratta di pratiche burocratiche o processi, ma di ostacolare gli aiuti e mettere a tacere gli attori umanitari indipendenti. Prove crescenti e resoconti di prima mano confermano che Israele sta commettendo un genocidio e accelerando l’annessione. ActionAid sta perseguendo urgentemente vie legali e diplomatiche per contestare questa decisione e non smetterà di invitare la comunità internazionale ad agire con decisione per prevenire un collasso umanitario del tutto prevedibile"
53 ONG internazionali avvertono che le misure di registrazione di Israele ostacoleranno l'essenziale azione umanitaria
Le organizzazioni umanitarie internazionali operanti nel Territorio Palestinese Occupato avvertono che le recenti misure di registrazione introdotte da Israele rischiano di fermare le operazioni delle ONG internazionali proprio mentre i civili affrontano bisogni umanitari acuti e diffusi, nonostante il cessate il fuoco a Gaza.
Il 30 dicembre, 37 ONG internazionali hanno ricevuto una notifica ufficiale secondo cui le loro registrazioni sarebbero scadute il 31 dicembre 2025. A partire da questa data inizia un periodo di 60 giorni, al termine del quale le ONG sarebbero obbligate a cessare le operazioni a Gaza e in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est.
Le ONG internazionali sono parte integrante della risposta umanitaria, operando in partenariato con le Nazioni Unite e con le organizzazioni della società civile palestinese per fornire assistenza salvavita su larga scala. Le Nazioni Unite, l’Humanitarian Country Team e i governi donatori hanno ripetutamente affermato che le ONG internazionali sono indispensabili per le operazioni umanitarie e di sviluppo e hanno esortato Israele a cambiare rotta.
Nonostante il cessate il fuoco, i bisogni umanitari restano estremi. A Gaza, una famiglia su quattro sopravvive con un solo pasto al giorno. Le tempeste e il forte maltempo invernale hanno causato lo sfollamento di decine di migliaia di persone, lasciandone 1,3 milioni in urgente bisogno di riparo. Le ONG internazionali forniscono più della metà di tutta l’assistenza alimentare a Gaza, gestiscono o supportano il 60% degli ospedali da campo, realizzano quasi i tre quarti delle attività relative ai mezzi di ricovero e beni non alimentari e forniscono l’intero trattamento per i bambini affetti da malnutrizione acuta grave. La loro rimozione comporterebbe la chiusura delle strutture sanitarie, l’interruzione delle distribuzioni alimentari, il crollo delle catene di fornitura per le strutture di rifugio e la cessazione dell’assistenza salvavita.
In Cisgiordania, continue incursioni militari e violenze dei coloni continuano a provocare sfollamenti. Ulteriori restrizioni alle ONG internazionali ridurrebbero drasticamente la portata e la continuità dell’assistenza in un momento critico.
I recenti tentativi di valutare l’impatto della cancellazione della registrazione delle ONG attraverso metriche selettive non riflettono la realtà pratica della fornitura di aiuti umanitari. L’accesso umanitario deve essere misurato in base alla capacità di garantire che i civili ricevano l’assistenza giusta, nel posto giusto, al momento giusto.
Le ONG internazionali operano secondo rigorosi quadri di conformità imposti dai donatori, tra cui audit, controlli sul finanziamento del terrorismo e requisiti di due diligence che rispettano gli standard internazionali. Oltre 500 operatori umanitari sono stati uccisi dal 7 ottobre 2023. Le ONG non possono trasferire dati personali sensibili a una parte in causa del conflitto, poiché ciò violerebbe i principi umanitari, l’obbligo di protezione e le normative sulla protezione dei dati. La narrazione false sull’operato e il ruolo delle ONG a Gaza delegittima le organizzazioni umanitarie, mette in pericolo il personale e compromette la fornitura degli aiuti.
Questa non è una questione tecnica o amministrativa, bensì una scelta politica deliberata con conseguenze prevedibili. Se le registrazioni saranno lasciate scadere, il governo israeliano ostacolerà l'assistenza umanitaria su vasta scala. L’accesso umanitario non è opzionale, né condizionale o politico: è un obbligo legale sancito dal diritto internazionale umanitario. Questa decisione creerebbe, inoltre, un pericoloso precedente, estendendo l’autorità israeliana sulle operazioni umanitarie nei Territori Palestinesi Occupati, in contrasto con il quadro giuridico internazionale riconosciuto che regola il territorio e il ruolo dell’Autorità Palestinese.
Chiediamo al Governo di Israele di interrompere immediatamente le procedure di cancellazione della registrazione e di revocare le misure che ostacolano l’assistenza umanitaria. Esortiamo i governi donatori a utilizzare tutta la loro influenza per garantire la sospensione e l’annullamento di queste azioni. Le operazioni umanitarie indipendenti e basate sui principi devono essere protette affinché i civili possano ricevere l’assistenza urgente di cui hanno bisogno.
