Lino Banfi: i suoi primi 80 anni tra la commedia sexy e Nonno Libero

Daniele Martini | 13:45 | 0 commenti | Raccolto in Etichette: , , , , , , , , ,
Ex pompiere, ex detenuto, allenatore (nel pallone), negoziante superstizioso, ladro improvvisato ma anche commissario, e infine nonno Libero. Senza dimenticare le decine di parti nella commedia sexy all'italiana. Piuttosto che elencare i panni indossati da Pasquale Zagaria da Andria, in arte Lino Banfi, classe 1936, 80 anni il 9 luglio (ma lui festeggia l'11, visto che la levatrice registrò la sua nascita due giorni più tardi), si farebbe prima a elencare i ruoli che non ha interpretato. Nella sua lunghissima carriera Banfi è stato un attore poliedrico, capace di adattarsi a ruoli comici (i preferiti dal pubblico, a partire dagli indimenticabili Oronzo Canà, Pasquale Baudaffi e i commissari Lo Gatto e Auricchio) ma anche seri e drammatici, come nelle fiction sul piccolo schermo. Dopo un periodo di studi in seminario, Banfi esordisce come cantante nelle feste musicali della sua cittadina. Poi, nel 1954, a soli 18 anni, il salto a Milano per tentare l'avventura nel teatro di varietà. Dopo aver modificato il suo pseudonimo da Lino Zaga a Lino Banfi (su consiglio di Totò, che riteneva che nel mondo dello spettacolo i diminutivi del nome portassero bene, quelli del cognome no), il nuovo trasferimento a Roma e le prime comparsate televisive, come in Biblioteca di Studio Uno, programma di Antonello Falqui del 1964, o lo "Speciale per voi" di Renzo Arbore su Rai2. Banfi inizia a farsi largo anche nel mondo del cinema. Prima con le parti minori in "Urlatori alla sbarra" (1960), in "Detenuto in attesa di giudizio" di Nanni Loy (con Alberto Sordi, 1971) e nei film di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Poi, nel 1973, arriva il successo vero e proprio con un ruolo da protagonista in "Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia". 
Seguono altre collaborazioni con Franco e Ciccio ("L'esorciccio", 1975) e soprattutto il decennio d'oro della commedia sexy all'italiana, che ha dato la celebrità, oltre che allo stesso Banfi, a diversi esponenti del genere come Gianfranco D'Angelo, Alvaro Vitali, Renzo Montagnani, Mario Carotenuto, Edwige Fenech, Gloria Guida, Ennio Antonelli, Jimmy il Fenomeno (lo pseudonimo di Luigi Origene Soffrano), Nadia Cassini. Tra i titoli da menzionare "La liceale nella classe dei ripetenti", "L'onorevole con l'amante sotto il letto", "La moglie in bianco... l'amante al pepe", "L'infermiera di notte", "L'insegnante va in collegio", "L'insegnante viene a casa", "L'insegnante balla... con tutta la classe". A queste pellicole Banfi alterna il lavoro al fianco di registi come Dino Risi ("Il commissario Lo Gatto", 1986), Luciano Salce ("Vieni avanti cretino", 1982), Sergio Martino ("Cornetti alla crema", 1981, e "L'allenatore nel pallone", 1984), Fernando Di Leo ("Colpo in canna", 1975), Steno ("Dio li fa poi li accoppia", 1982), Neri Parenti ("Fracchia la belva umana" con Paolo Villaggio, 1981). L'attività dell'attore pugliese in questi anni è frenetica: tra i film cult da segnalare anche "Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio", "I pompieri" (con Christian De Sica, Massimo Boldi, Paolo Villaggio, Andrea Roncato, Gigi Sammarchi e Ricky Tognazzi), che avrà anche un sequel, "Scuola di ladri" e "Grandi Magazzini". Negli anni Ottanta il passaggio in televisione, con brevi conduzioni o come ospite, e poi con le prime fiction Rai ("Il vigile urbano" e "Un inviato molto speciale"), fino all'altro ruolo chiave nella carriera di Banfi, quel nonno Libero che dal 1998 è uno dei protagonisti di "Un medico in famiglia". Per la televisione Banfi ha interpretato anche ruoli drammatici, come in "Vola Sciusciù" e nelle due fiction con Nino Manfredi "Un difetto di famiglia" e "Un posto tranquillo".

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