Giorgio si avvicina alla finestra,
il suo passo lento accompagna il lieve crepitìo della pioggia.
Il suo sguardo attento scruta l'esterno attraverso il vetro semidiafano della grande finestra.
Inizia con le sue storie.
Dice che la pioggia può ingannare, perché rende i confini meno distinti.
"Lo vedi? Sembra che terra e cielo siano più vicini, ora.
Lei cosparge tutto della sua acqua. Scivola, s'insinua. Costringe le foglie dormienti alla veglia, i passanti al riparo. Ci fa stare qui, a leggere, a pensare".
Guardo la sua nuca segnata dal tempo e mi chiedo, come sempre, cosa voglia dire.
So che non si volterà, non colmerà questo vuoto.
Mentre resta in attesa,
sento la pioggia posarsi sul nostro cuore.
Segretamente,
abbraccia in noi la paura, le speranze più audaci,
ora, rinvigorite dalla sua intrepidezza.


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