La Segreteria nazionale: «Rotondi non rappresenta il partito. Falso storico parlare di "anime" della DC. Esiste una sola Democrazia Cristiana, legittima e continua»
La Democrazia Cristiana interviene con una nota ufficiale per chiarire in modo definitivo la titolarità del nome e del simbolo del partito e per replicare alle recenti dichiarazioni pubbliche che ne hanno distorto identità e ruolo politico.
La Segreteria nazionale precisa che «numerose sentenze della Corte di Cassazione (n. 25999/2010, n. 805/2017, n. 18746/2019), unitamente alla decisione del Tribunale di Roma (n. 2847/2025), hanno stabilito in modo inequivocabile che la Democrazia Cristiana non è mai stata sciolta e che nessun altro partito, gruppo o singolo soggetto può rivendicarne la continuità giuridica, né l’uso del nome o del simbolo».
Nel medesimo solco giurisprudenziale, tutti i ricorsi avanzati da soggetti che pretendevano di rappresentare la Democrazia Cristiana sono stati respinti con condanna alle spese, confermando la piena legittimità dell’attuale assetto del partito.
Particolarmente netta la posizione nei confronti di Gianfranco Rotondi: «Non appartiene alla Democrazia Cristiana e non può parlare né per nome né per titolo del partito. Ogni sua dichiarazione in tal senso è priva di qualsiasi legittimazione».
La Segreteria evidenzia «Abbiamo appreso da un recente servizio del TG2 che il signor Rotondi è tornato a parlare della Democrazia Cristiana. Anche in questo caso si tratta di una rappresentazione non corrispondente alla realtà giuridica. Per tale ragione sarà formalmente richiesta alla testata una rettifica, al fine di ristabilire la verità dei fatti».
Parallelamente, la Democrazia Cristiana replica alle affermazioni dell’on. Giovanni Donzelli in merito all’iniziativa del 18 aprile.
Sul punto interviene il Presidente Nazionale Emilio Cugliari Lauremi: «Non siamo di fronte a una semplice imprecisione, ma a una distorsione della realtà storica e giuridica della Democrazia Cristiana».
«La Democrazia Cristiana non è un contenitore da ricomporre né una galassia di sigle. Esiste una sola Democrazia Cristiana, titolare del nome, del simbolo e della continuità politica».
«Parlare di "varie anime" è fuorviante. La Democrazia Cristiana ha una sola identità, rappresentata da iscritti, dirigenti e militanti che ne portano avanti l’azione politica su tutto il territorio nazionale».
«Attribuire a forze politiche esterne la capacità di "riunire" la Democrazia Cristiana è un errore politico grave, che rischia di confondere cittadini ed elettori e di svilire il confronto pubblico».
Il Capo Dipartimento Nazionale, Ignazio Tullo, sottolinea inoltre che «Sono già state avviate diffide formali nei confronti di diversi soggetti che negli anni hanno impropriamente utilizzato il nome del partito».
Un richiamo diretto viene rivolto anche alle redazioni giornalistiche: «Invitiamo i media a prestare particolare attenzione nell’attribuzione di ruoli, titoli e dichiarazioni a persone o gruppi che si presentano come rappresentanti della Democrazia Cristiana senza averne la legittimazione giuridica. In caso contrario, ogni responsabilità ricadrà su chi diffonde informazioni non verificate».
La nota si chiude con un appello alla chiarezza istituzionale: «La Democrazia Cristiana è un soggetto politico vivo, organizzato e operativo. Non è un’eredità da redistribuire né un marchio da evocare. È una realtà unica, riconosciuta nelle sedi giudiziarie e nella vita politica del Paese. Ogni diversa ricostruzione è infondata».


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