Chi è Gesù: una storia a lieto fine


DANIELE MARTINI
- Voglio raccontarvi una piccola storia. La mattina di venerdì 3 aprile 2026 avevo deciso di fare un giro per visitare gli Altari della Reposizione a Ostuni. Mi sono fermato prima davanti al Calvario, da poco restaurato.

Accanto a me c’era una mamma con il suo bambino, che avrà avuto circa cinque anni. A un certo punto il piccolo le ha chiesto: "Mamma, chi è quel signore morto lì sotto?".

La mamma, colta alla sprovvista, sembrava non sapere cosa rispondere. Così ho deciso di intervenire con semplicità: "Quel Signore si chiama Gesù. È morto per noi tantissimi anni fa. Ha dato la sua vita per amore, affrontando ingiustizie e un grande dolore. Ma Gesù è vivo: non lo vediamo, ma c’è. Ti ascolta e può diventare un tuo caro amico".

La mamma si è girata verso di me e mi ha ringraziato per quelle parole. Il bambino mi ha guardato con stupore, ma anche con un sorriso pieno di gioia.

E allora mi sono chiesto: qual è il senso di questa storia? Mi ha colpito vedere un bambino che non conosceva Gesù e la sua storia. Mi è sembrato quasi surreale. Forse, al di là delle diverse sensibilità e religioni, tutti dovremmo fermarci almeno un momento a riflettere su chi è Gesù e sull’amore immenso che rappresenta.

Sta arrivando la Pasqua: il momento della Risurrezione. Un tempo che parla di vita nuova, di speranza, di rinascita.

E allora, soprattutto ai bambini — ma anche agli adulti — che non conoscono Gesù, mi sento di dire: "Conoscetelo, Amatelo, lasciate che diventi vostro amico. Perché Lui vi vuole bene. Davvero".

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