ANTONIO SPERANZA - Slitta al 17 aprile 2026, solo per quest’anno, il termine per la presentazione delle domande di autorizzazione per i nuovi impianti viticoli. Una proroga che arriva in una fase in cui cresce l’appeal del Vigneto Puglia, con il valore fondiario aumentato del 17% in 10 anni, proprio mentre i fenomeni inflazionistici riportano la terra al centro come bene rifugio. Uno scenario segnato anche dalle tensioni internazionali e dai conflitti che hanno accelerato il ritorno alla terra, rafforzando la convinzione che le campagne possano offrire opportunità concrete di lavoro e di crescita professionale. A darne notizia è Coldiretti Puglia, sulla base dei dati CREA sul valore fondiario del vigneto in Puglia che dal 2014 registra un aumento in media del 17%, con picchi fino al 19% nelle zone di collina interna, dopo la pubblicazione sul sito del Ministero dell’Agricoltura del decreto che stabilisce ordinariamente la finestra per la presentazione delle domande tra il 15 febbraio e il 31 marzo di ogni anno, con la proroga al 17 aprile che riguarda esclusivamente l’annualità 2026.
Accanto alla crescente attrattività del settore, restano però alcune criticità che pesano sulle imprese vitivinicole, come denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, secondo cui “le aziende devono fare i conti con costi di produzione sempre più elevati, aggravati sia dagli effetti dei cambiamenti climatici, che impongono maggiori interventi per l’irrigazione e la difesa dei vigneti dagli eventi estremi, sia da uno scenario internazionale instabile che aumenta l’incertezza sui mercati. Tutto questo si traduce in un carico pesante per le imprese agricole". In questo quadro, il catasto vitivinicolo si conferma uno strumento essenziale per avere una visione reale del comparto. "È l’unico sistema che consente di disporre di dati precisi su superfici, produzione e potenzialità del settore. Da questa base informativa bisogna ripartire – aggiunge Cavallo – per costruire una strategia di filiera capace di valorizzare la qualità del vino, mantenere rese per ettaro sostenibili e rafforzare il comparto".
"Il settore vitivinicolo sta attraversando una fase delicata – aggiunge Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia – nonostante la vendemmia 2025 sia stata di qualità eccellente. Restano però criticità importanti, a partire dalle giacenze che hanno raggiunto livelli molto elevati e dal calo dei consumi. Una combinazione che rischia di destabilizzare il mercato, comprimere ulteriormente i prezzi e scoraggiare nuovi investimenti".
Per Coldiretti sono quindi necessarie misure straordinarie e coordinate per evitare che una fase congiunturale difficile si trasformi in una crisi strutturale. Il via libera del Parlamento Europeo al pacchetto vino risponde a molte delle richieste di Coldiretti per garantire maggiore trasparenza per i cittadini consumatori e semplificazione per le aziende, a sostegno di un settore fondamentale del Made in Italy. Le novità comprendono un nuovo regime per le autorizzazioni, che, allungando i tempi, promuove una gestione più razionale sia dal punto di vista agronomico che commerciale, e un’estensione dei tempi per i programmi promozionali. È fondamentale anche la maggiore chiarezza in etichetta riguardo ai vini dealcolati, specialmente per le espressioni “senza alcol” e “ridotto alcol”, con linee guida più semplici per produttori e consumatori. Inoltre, sono previste misure di crisi uniformi attivabili a discrezione degli Stati membri.
Questo rappresenta un cambiamento significativo, ma ora è essenziale garantire risorse adeguate al settore all’interno delle nuove politiche europee per rendere l’applicazione effettivamente utile alle aziende. Infine, Coldiretti evidenzia la necessità di una forte semplificazione burocratica, soprattutto per quanto riguarda le procedure legate alla promozione e all’export del vino, individuando un unico ente pubblico di riferimento in grado di ridurre tempi, costi e complessità per le imprese del settore.


0 Commenti