Più consapevolezza su etichette e sprechi (250mila ton di cibo in pattumiera) contro caro spesa


ANTONIO SPERANZA
- Rilanciare i consumi alimentari puntando su scelte consapevoli è la sfida in una fase in cui l’aumento dei prezzi costringe molte famiglie a comprare meno cibo e bevande pur spendendo di più per il caro carrello della spesa, rendendo ancora più importante prestare attenzione alle etichette e contrastare gli sprechi alimentari, considerando che in Puglia ogni anno finiscono nella pattumiera circa 250 tonnellate di cibo. È quanto sottolinea Coldiretti Puglia, in occasione della Giornata mondiale dei Diritti dei Consumatori, che si celebra il 15 marzo. La ricorrenza prende spunto dal messaggio inviato al Congresso degli Stati Uniti il 15 marzo 1962 dal presidente John F. Kennedy, che affrontò per la prima volta in modo formale il tema dei diritti dei consumatori.

Secondo Coldiretti Puglia è necessario dare risposte concrete ai cittadini che faticano ad accedere al cibo cdi qualità, attraverso politiche serie e mirate a valorizzare il cibo locale e a facilitare il percorso dei prodotti agricoli e agroalimentari dalle campagne alle città. Le crescenti preoccupazioni ambientali stanno inoltre orientando nuovi stili di vita e un approccio più responsabile ai consumi. In Puglia, infatti, il 35,7% dei cittadini acquista prodotti a chilometro zero, il 15% sceglie prodotti biologici e ben il 38,8% legge attentamente le etichette, percentuali tra le più alte a livello nazionale.

In questo scenario, la diffusione dei mercati contadini nelle città ha contribuito ad accorciare la distanza tra produttori e consumatori, rafforzando il legame tra mondo rurale e aree urbane. Un rapporto diretto che consente di portare in città un importante patrimonio di biodiversità agricola e di offrire ai cittadini maggiore informazione e trasparenza sull’origine degli alimenti.

Il cibo locale rappresenta anche un valido alleato per il portafoglio dei consumatori, perché i prodotti provenienti dal territorio regionale non sono gravati dai costi elevati dei lunghi trasporti. Inoltre, il rispetto della stagionalità e della biodiversità consente di evitare l’effetto domino dei rincari legato alle importazioni, garantendo un migliore rapporto qualità-prezzo. La filiera corta, oltre ad assicurare maggiore freschezza, contribuisce anche a ridurre gli sprechi e l’impatto ambientale. Tempi di trasporto più brevi significano infatti minori consumi di carburante e meno emissioni, mentre l’eliminazione di passaggi intermedi rafforza il rapporto diretto tra agricoltori e consumatori, con benefici economici per entrambi.

Il successo dei farmers market, con la rete dei mercati contadini di Campagna Amica, è legato alla legge di Orientamento in agricoltura del 2001, che ha valorizzato la multifunzionalità del settore agricolo. Una norma fortemente sostenuta da Coldiretti, che ha permesso di avvicinare le imprese agricole ai cittadini, favorendo uno sviluppo capace di coniugare crescita economica, sostenibilità ambientale e valore sociale.

Un modello che ha rappresentato anche la base per la nascita della World Farmers Market Coalition, la prima coalizione mondiale dei mercati contadini, creata per rispondere alla crescente domanda di cibi sani e locali e per contribuire a garantire la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari a livello globale. Oggi, infatti, circa un Paese su cinque nel mondo può contare su sistemi di vendita diretta che trovano proprio nella coalizione internazionale un punto di riferimento per crescere e svilupparsi.

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