Cultura e letteratura si incontrano sul web in un dialogo coinvolgente tra autore e divulgazione digitale
Il 26 marzo 2026 lo scrittore veneziano Paolo Lanzotti è stato ospite di Alberto Raffaelli, ideatore della community "Segnalazioni Letterarie" (https://www.facebook.com/groups/segnalazioniletterarie/?ref=bookmarks), per una diretta streaming di circa 30 minuti interamente dedicata al suo ultimo romanzo, "Il Canto del Corvo". Un confronto dinamico e ricco di spunti che ha accompagnato il pubblico alla scoperta del sesto capitolo della saga settecentesca di Marco Leon, disponibile in tutte le librerie dal 27 febbraio.
Durante la live, Lanzotti ha approfondito i temi centrali del romanzo, soffermandosi sulla costruzione narrativa, sulla complessità storica e sull’evoluzione dei personaggi. Un dialogo autentico, capace di coinvolgere sia i lettori affezionati sia chi si avvicina per la prima volta alla serie.
Un thriller storico tra mistero e politica
Con "Il Canto del Corvo" Lanzotti conduce i lettori nella Venezia del 1754, una città affascinante e contraddittoria, sospesa tra splendore e decadenza. Alla vigilia della Festa del Redentore, un omicidio apparentemente marginale — quello di un giovane valletto — si trasforma presto in un intrigo ben più ampio, capace di minacciare gli equilibri della Serenissima.
Il protagonista Marco Leon torna in scena dopo una lunga convalescenza, trovandosi ad affrontare un’indagine complessa che intreccia crimine, politica e segreti del passato. La narrazione si sviluppa su più livelli, alternando il piano investigativo a quello della cospirazione, in una trama serrata che mantiene alta la tensione fino all’ultima pagina.
Il libro ideale da regalare a Pasqua
"Il Canto del Corvo" può essere indicato come uno dei titoli più interessanti da regalare durante le festività pasquali. In un periodo tradizionalmente legato alla condivisione, il romanzo rappresenta un’alternativa culturale ai classici doni dolciari e gastronomici, capace di unire intrattenimento e riflessione.
Accanto a una colomba o a un uovo di cioccolato, un libro come questo offre un’esperienza più duratura: un viaggio nella storia, tra intrighi e misteri, che stimola la mente e arricchisce lo spirito.
Venezia come protagonista
Nel corso della diretta, Lanzotti ha ribadito il suo legame profondo con Venezia, descritta non solo come ambientazione ma come vero e proprio personaggio narrativo. Una città viva, enigmatica, capace di custodire segreti e rivelarli solo a chi sa osservare.
Questa attenzione alla dimensione storica e atmosferica rappresenta uno dei punti di forza della saga, che riesce a coniugare rigore documentario e coinvolgimento emotivo.
Un appuntamento dal vivo per i lettori
Dopo il successo della live è seguito un incontro con il pubblico, il 27 marzo, in cui Lanzotti ha presentato il libro presso la Biblioteca San Tomà, a Venezia. Si è trattato di un’occasione preziosa per incontrare l’autore, scoprire i retroscena del romanzo e partecipare al firmacopie.
Un successo che conferma la forza della saga
Con questo sesto capitolo, Lanzotti conferma la solidità di una serie che negli anni ha conquistato un vasto pubblico. "Il Canto del Corvo" non è solo un thriller storico, ma un’opera che invita a riflettere sulle dinamiche del potere, sui segreti della storia e sull’eterna attualità delle passioni umane.
La partecipazione alla live con Alberto Raffaelli rappresenta un ulteriore passo nella diffusione di un romanzo che si candida a diventare, nel suo genere, uno dei titoli più intriganti della stagione. La diretta è stata un ulteriore esempio di connubio sinergico tra tradizione letteraria e nuovi strumenti di comunicazione, capace di portare la cultura a un pubblico sempre più ampio.
Intervista ad Alberto Raffaelli: dietro le quinte della live con Paolo Lanzotti
A tale proposito abbiamo intervistato Alberto Raffaelli, appunto fondatore della community "Segnalazioni Letterarie", per raccontarci com’è nata la collaborazione e cosa è emerso durante l’incontro dedicato a "Il Canto del Corvo".
D. Alberto, come nasce l’idea di ospitare Paolo Lanzotti sul suo canale?
R. L’idea scaturisce dalla volontà di portare sul canale autori contemporanei che abbiano qualcosa di forte da raccontare. Conoscevo già la saga di Marco Leon e quando è uscito "Il Canto del Corvo" mi è sembrato naturale coinvolgere Lanzotti, che del resto avevamo già ospitato più di una volta in anni precedenti. È uno scrittore esperto, con molti libri al suo attivo usciti anche con editori di primissimo piano, che unisce ricerca storica e narrazione: questo si sposa perfettamente con lo spirito di "Segnalazioni Letterarie", che intende portare agli emergenti anche la testimonianza di nomi sperimentati e che hanno frequentato le "alte sfere" dell'editoria.
D. Com’è stata l’esperienza della live del 26 marzo con Paolo?
R. Molto fluida e autentica. Abbiamo parlato per circa 30 minuti senza forzature, lasciando spazio sia agli aspetti tecnici della scrittura sia ai contenuti. Lanzotti è stato molto disponibile e diretto, ha un'ottima retorica efficace pure sul web e questo ha reso la conversazione davvero piacevole.
D. Qual è stato il momento più interessante della diretta, secondo Lei?
R. Sicuramente quando abbiamo approfondito il rapporto tra storia e fiction. Lanzotti ha spiegato molto bene come riesce a bilanciare la ricostruzione storica con il ritmo del thriller. È un passaggio molto utile anche a chi intende cimentarsi in questa tipologia letteraria.
D. Il romanzo è ambientato nella Venezia del XVIII secolo. Quanto pensa che questo elemento abbia contribuito al successo della live?
R. Tantissimo. Venezia ha un fascino universale e, raccontata in quel periodo storico, diventa ancora più suggestiva. Durante la live si percepiva proprio questo: non era solo un libro, ma un viaggio in un’epoca piena di contrasti e misteri.
D. Che tipo di riscontro ha avuto dal pubblico dopo la diretta?
R. Molto positivo. Ho ricevuto diversi messaggi da utenti incuriositi dal libro e anche da lettori che già seguivano la saga, e tutti hanno apprezzato l’incontro e le modalità con cui è stato condotto. Questo è esattamente l’obiettivo della nostra community: creare un ponte tra autori e pubblico.
D. Pensa che ci saranno altre collaborazioni simili in futuro?
R. Assolutamente sì. Questa esperienza conferma che il formato della live funziona molto bene. Noi continuiamo sulla strada delle dirette, alternando le proposte senza pregiudizi di alcun tipo né sui generi letterari né sul grado di notorietà degli ospiti, anche se è inutile negare che i grossi nomi - quantitativamente intesi - danno luce all'intero nostro progetto e di riflesso gettano visibilità a tutti.
D. Durante live come questa si percepisce un cambiamento nel modo in cui il pubblico interagisce attualmente con la letteratura?
R. Sì, assolutamente. Oggi i lettori vogliono sentirsi parte attiva del dialogo. Non basta più leggere una recensione: le persone sono curiose di ascoltare l’autore, capirne il processo creativo, e quando possibile fare domande in tempo reale pure essendo a centinaia di chilometri di distanza. Le live consentono proprio questo, dando inoltre la possibilità di interagire anche in momenti successivi, creando un rapporto più diretto e umano con chi i libri li scrive.
D. Se dovesse definire "Il Canto del Corvo" in tre parole per chi non lo conosce, quali sceglierebbe?
R. Direi: immersivo, intrigante e raffinato. È un romanzo che ti porta dentro la storia, ti tiene incollato con i suoi misteri e allo stesso tempo è scritto con grande attenzione ai dettagli.
D. Che consiglio si sente di poter dare a chi vuole avvicinarsi alla saga di Marco Leon dopo aver visto la vostra live?
R. Di lasciarsi trasportare senza fretta. Anche se questo è il sesto capitolo, si può entrare nel mondo di Lanzotti con curiosità, magari recuperando anche i libri precedenti. È una saga che merita di essere vissuta, non solo letta.
Saluto tra Alberto Raffaelli e Paolo Lanzotti
Al termine della diretta, tra sorrisi e strette virtuali di mano, Alberto Raffaelli ha rivolto a Paolo Lanzotti un caloroso ringraziamento: "Grazie, Paolo, per aver condiviso con noi non solo il tuo romanzo, ma anche la tua passione e la tua visione della storia. È stato un vero piacere averti qui". E Lanzotti, con un sorriso riflessivo, ha risposto: "Il piacere è stato tutto mio, Alberto. Grazie a te e a tutti i lettori che ci hanno seguito: continuate a coltivare la curiosità, perché è quella che rende ogni storia indimenticabile".
Un saluto elegante e sincero, perfetto sigillo di un appuntamento che ha unito cultura, emozione e condivisione.
Quest’incontro tra divulgazione digitale e narrativa storica ha confermato così una formula vincente, capace di avvicinare sempre più lettori al mondo dei libri.
E mentre lo schermo si spegneva e le voci si dissolvevano nel silenzio della sera, restava qualcosa di più di una semplice diretta: un’eco. Un’eco fatta di parole, di immagini evocate, di una Venezia lontana nel tempo ma improvvisamente vicina, viva, pulsante.
In quei trenta minuti sospesi tra racconto e riflessione, la letteratura ha trovato ancora una volta il suo spazio, attraversando il digitale senza perdere la sua anima. E così, tra domande e risposte, tra curiosità e passione, si è compiuto un piccolo rito contemporaneo: quello dell’incontro.
Perché i libri, in fondo, non finiscono mai davvero nell’ultima pagina. Continuano a vivere negli sguardi di chi li racconta, nelle voci di chi li condivide e nei silenzi di chi, ascoltando, ha già iniziato a immaginare.
E forse è proprio lì, in quell’istante fragile e prezioso, che nasce la magia più autentica della cultura.
Vi invitiamo a visionare la live
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