ANTONIO SPERANZA - Con 29 eventi estremi registrati in Puglia dall’inizio del 2026, l’avvio delle procedure per il pagamento dei fondi destinati alla gestione del rischio 2025 nella prima decade di aprile rappresenta un passaggio cruciale per sostenere le imprese agricole in una fase di forte instabilità anche per lo scenario internazionale critico. È quanto evidenzia Coldiretti Puglia, sulla base dei dati ESWD sugli eventi estremi dal 1° gennaio ad oggi, sottolineando come il contesto internazionale segnato dalla guerra in Iran e dalle tensioni geopolitiche stia incidendo pesantemente anche sui costi di produzione a partire dal gasolio.
Secondo Coldiretti Puglia l’intervento annunciato dal direttore di Agea, Fabio Vitale, contribuirà non solo a dare risposte immediate alle aziende agricole, ma anche a migliorare l’intero percorso legato all’annata 2026. L’annuncio arriva dopo una recente tranche di pagamenti erogata da Agea nelle ultime settimane per un totale di 191 milioni di euro, risorse che garantiscono maggiore stabilità agli agricoltori e consentono alle imprese di programmare con più certezze lo sviluppo delle attività, rafforzando le prospettive del comparto.
Resta elevata la vulnerabilità del territorio in Puglia – insiste Coldiretti Puglia - dove sono 230 su 257 i comuni esposti al rischio di dissesto idrogeologico e a pagarne le conseguenze sono non solo i cittadini, in particolare nelle aree rurali, ma anche quasi 12mila imprese agricole. Il fenomeno riguarda la totalità dei comuni della provincia BAT, il 95 per cento dei territori di Brindisi e Foggia, il 90 per cento della provincia di Bari e l’81 per cento dei comuni leccesi. Secondo le elaborazioni su dati ISPRA sono oltre ottomila i cittadini esposti a frane e più di 119mila quelli a rischio alluvioni, a conferma di una fragilità diffusa che coinvolge città e campagne.
A pesare è il cambiamento climatico che si manifesta con una crescente frequenza di eventi estremi, precipitazioni intense e concentrate, sbalzi termici improvvisi e stagioni sempre più irregolari. Parallelamente aumenta la superficie classificata a rischio nei Piani di assetto idrogeologico. In Puglia il dissesto interessa prevalentemente aree agricole e naturali e viene aggravato dall’abbandono delle campagne, oltre che dal consumo di suolo legato alla cementificazione e alla diffusione di impianti fotovoltaici, ma a ciò si aggiungono fenomeni meteorologici sempre più violenti che provocano danni anche in zone meno urbanizzate.
La tutela del suolo, dell’ambiente e delle produzioni agricole diventa quindi una priorità strategica per garantire un futuro alle nuove generazioni, un obiettivo che richiede un impegno concreto delle istituzioni per accompagnare l’innovazione tecnologica in agricoltura, dall’utilizzo di droni e satelliti fino alle nuove tecniche genetiche sostenibili, insieme a investimenti strutturali per la manutenzione del territorio – conclude Coldiretti Puglia – per cui risultano fondamentali gli interventi sulla gestione delle acque, dalla pulizia dei canali alla realizzazione di un sistema diffuso di piccoli invasi capaci di trattenere l’acqua nei periodi piovosi e renderla disponibile nei momenti di maggiore bisogno, contribuendo così a contrastare siccità e dissesto idrogeologico.


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