MODENA - In occasione dell’apertura dei Giochi Olimpici Invernali in Italia, Modena ha alzato gli occhi al cielo per un saluto che non aveva nulla di ordinario. A rendere omaggio al passaggio del tedoforo è stato il Team52 Acrobatico, protagonista di un sorvolo spettacolare che ha trasformato il cielo emiliano in una scenografia viva, fatta di storia, precisione e passione per il volo.
Il team, composto da quattro persone, è decollato dall’Aeroclub di Sassuolo a bordo di due autentici Yak-52 d’epoca, velivoli iconici dell’acrobazia classica, simbolo di un modo di volare che non conosce scorciatoie né simulazioni.
Ai comandi, i piloti Attilio Tarabusi e Marcello Tedeschi, interpreti di una manovra elegante e potente allo stesso tempo, capace di dialogare con la città sottostante in un perfetto equilibrio tra tecnica e poesia.
Accanto a loro, a completare la formazione, Mirco Pecorari e Davide Guida, figure chiave del volo dimostrativo e della visione complessiva dell’operazione: il primo, riferimento internazionale nel mondo dell’aviazione sperimentale e del design aeronautico; il secondo, coordinatore e regista silenzioso di un’azione che richiede rigore assoluto, sincronizzazione e sangue freddo. Non semplici accompagnatori, ma parte integrante di una macchina umana e tecnica che funziona solo quando ogni ruolo è perfettamente allineato.
Il passaggio su Modena non è stato solo un tributo simbolico ai Giochi Olimpici, ma un gesto fortemente evocativo: un ponte tra la tradizione del volo acrobatico, la cultura aeronautica italiana e lo spirito olimpico, fatto di disciplina, coraggio e bellezza condivisa. Per pochi minuti, il cielo è diventato palcoscenico, e il rumore dei motori una colonna sonora capace di farsi ricordare.
Non un semplice sorvolo, ma un segno. Di quelli che passano veloci, ma restano impressi per sempre.
