Con "La bellezza di Sophia" Marco Dallari lancia un appello per la ripresa della bellezza dell’apprendere, unica via al recupero di una dimensione realmente democratica del vivere.
Per Platone e Aristotele, la repubblica doveva essere democrazia dei migliori, diventando così inevitabilmente aristocrazia (ἀριστοκρατία), governo dei migliori. Migliori non in quanto privilegiati per lignaggio, ricchezza o potere. Gli Aristoi erano i saggi, i detentori riconosciuti della Sophia, la sapienza, saggezza.
Una concezione democratica del governo e dello Stato deve dunque necessariamente puntare a formare tutti i cittadini, dando loro la possibilità reale di accedere alla Sophia ed essere Aristoi. Il rischio altrimenti è quello di degenerare in oligarchia (governo di pochi) o scivolare in derive populiste.
Fin da piccoli, bambini e bambine scoprono con entusiasmo il gusto di imparare, esplorare, conoscere. Le conoscenze, però, diventano utili solo a patto che vengano non solo ricordate per superare una prova d’esame, ma aprano lo sguardo sul mondo e sulla propria interiorità, plasmino il carattere e la sfera desiderante, divengano caratteristiche identitarie.
Per molti di loro, tuttavia, questa consapevolezza in seguito evapora: la didattica costruita su basi esclusivamente «scientifiche» trascura infatti la componente estetica ed emozionale e impone la conoscenza come dovere, ridotta alla memorizzazione di concetti spesso non vissuti come propri. La scuola ha rimosso la bellezza come orizzonte di senso: occorre dunque che l’incontro con i saperi e le conoscenze torni a essere cura della vita della mente, consapevolezza estetico-emozionale, scoperta del piacere e della bellezza.
Un percorso attraverso i vari significati di conoscenza, le fasi storiche e i contesti culturali attraverso cui si è evoluta e le teorie di grandi pensatori del passato e contemporanei.
Per quel che riguarda Marco Dallari (1947), è stato docente di Pedagogia e Didattica dell’Educazione Artistica presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna Firenze, professore straordinario di Pedagogia Comparata all’Università di Messina e professore ordinario di Pedagogia Generale e Sociale all’Università di Trento. Ha pubblicato per le edizioni Erickson In una notte di luna vuota. Educare pensieri metaforici, laterali, impertinenti (2008) e, con Stefano Moriggi, Educare bellezza e verità (2016). Per il Margine ha scritto La zattera della bellezza. Per traghettare il principio di piacere nell’avventura educativa (2021) e Immaginauti. Pensare controvento (2023).
INFORMAZIONI:
Pagine: 192
Prezzo: 17,50 €
In libreria dal: 23 gennaio 2026
Tags
libri
