EPD e costruzioni, il 2026 segnerà un punto di svolta per l’edilizia sostenibile


MILANO
– Negli ultimi anni le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) sono diventate uno degli strumenti più rilevanti per misurare e comunicare in modo trasparente le prestazioni ambientali dei prodotti da costruzione. Un’evoluzione che non nasce all’improvviso, ma che affonda le radici in un trend già consolidato e destinato a rafforzarsi ulteriormente con l’entrata in applicazione del nuovo Regolamento sui Prodotti da Costruzione e l'aggiornamento dei Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia.

Le EPD non sono più una nicchia riservata a pochi produttori particolarmente avanzati. Nel settore edilizio, in particolare, rappresentano sempre più spesso un requisito richiesto da progettisti, clienti e stazioni appaltanti per confrontare in modo oggettivo le prestazioni ambientali dei materiali. La crescente attenzione alla misurazione verificata degli impatti lungo il ciclo di vita dei prodotti sta trasformando le EPD da strumento volontario a riferimento di mercato.

Il trend: crescita delle EPD negli ultimi anni

I dati disponibili confermano che questa dinamica è già in atto. Analizzando la serie storica delle EPD pubblicate su EPD Italy tra il 2018 e il 2023 emerge una crescita costante, con un’accelerazione particolarmente significativa del 49% nel biennio 2022–2023. Un andamento che segnala come il mercato si stesse già muovendo verso una maggiore consapevolezza degli impatti ambientali dei prodotti ben prima dell’aggiornamento del quadro normativo europeo. Il 2024, ancora troppo recente per essere considerato rappresentativo, non modifica questa tendenza di fondo. A rafforzare questa lettura contribuisce anche l’analisi dei dati settoriali di EPD International. All’interno del database internazionale, i prodotti da costruzione risultano oggi la categoria con il maggior numero di EPD pubblicate, più di 1000, distanziando nettamente altri comparti industriali. Un dato che indica come il settore delle costruzioni sia già quello più maturo nell’adozione di questo strumento, anche per effetto della complessità delle filiere e della crescente domanda di trasparenza ambientale lungo l’intero ciclo di vita dei materiali.

Il nuovo CPR e il rafforzamento della prestazione ambientale di prodotto

In questo contesto si inserisce il nuovo Regolamento Europeo sui Prodotti da Costruzione (CPR), che aggiorna il quadro normativo rafforzando il ruolo delle prestazioni ambientali nella commercializzazione dei materiali edilizi. Il nuovo CPR introduce requisiti più stringenti in termini di trasparenza, affidabilità e comparabilità delle informazioni ambientali, prevedendo che le dichiarazioni di prestazione includano anche dati legati agli impatti lungo il ciclo di vita del prodotto.
Pur non introducendo un obbligo diretto di certificazione EPD, il regolamento alza in modo significativo l’asticella delle aspettative del mercato, rendendo sempre più centrale la disponibilità di dati ambientali calcolati con metodologie riconosciute e verificabili. Le EPD basate su studi di Life Cycle Assessment quindi, si confermano lo strumento più solido per rispondere alle nuove esigenze informative introdotte dal quadro normativo europeo.

I nuovi CAM edilizia e l’effetto sulla diffusione delle EPD

Un ulteriore fattore destinato a incidere sulla diffusione delle EPD è rappresentato dall’aggiornamento dei Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia, in vigore dal 2026. I nuovi CAM ampliano infatti il perimetro dei prodotti e delle categorie interessate dai requisiti ambientali, rendendo sempre più strategica la disponibilità di dati ambientali verificati anche per tipologie di materiali finora meno coinvolte. Parallelamente, viene rafforzato il ruolo degli studi di Life Cycle Assessment e Life Cycle Costing nelle fasi di progettazione, un’impostazione che verosimilmente produrrà effetti a cascata anche sui requisiti ambientali richiesti ai singoli prodotti. In questo quadro, le EPD si confermano come uno degli strumenti più efficaci per rispondere in modo strutturato alle nuove esigenze di valutazione e comparabilità ambientale.
Accanto a questa evoluzione normativa, cresce anche l’esigenza di momenti di approfondimento tecnico. Per questo motivo, Ollum organizzerà nel mese di febbraio un webinar dedicato ai nuovi CAM Edilizia 2026, con l’obiettivo di aiutare imprese e professionisti del settore a orientarsi tra le principali novità e a comprendere il ruolo di strumenti come LCA, LCC ed EPD nel soddisfare i criteri richiesti negli appalti. Il webinar si terrà il 4 febbraio 2026 alle ore 11:00 sulla piattaforma Microsoft Teams, con partecipazione gratuita previa registrazione.

Il punto di vista di Ollum

"Quello che osserviamo è una convergenza molto chiara tra mercato e regolazione" commenta Saverio Lapini, CEO e co-founder di Ollum "Nel settore delle costruzioni le EPD sono già uno strumento riconosciuto e utilizzato. Il nuovo CPR contribuirà a rendere strutturale questa direzione, premiando le aziende che hanno iniziato per tempo a misurare e rendere trasparenti i propri impatti ambientali. Nel giro di pochi anni, disporre di una EPD nel settore delle costruzioni sarà un requisito di fatto, al pari della scheda tecnica di prodotto, con una diffusione sempre più capillare lungo le filiere".

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