11 settembre '45: 80 anni fa, il generale Nicola Bellomo fucilato dagli inglesi


NICOLA ZUCCARO - Il Generale Nicola Bellomo ha 60 anni quando, nel 1941, viene richiamato in servizio per esigenze belliche al comando del Presidio Militare di Bari. Due anni dopo, il 9 settembre 1943, all'indomani del disfacimento delle forze armate italiane a seguito della firma dell'armistizio con gli anglo-americani, Bellomo è protagonista di un'azione eroica.

Alla guida di un nucleo di militari si oppone ai tedeschi che vogliono distruggere il porto di Bari e rastrellare l'intera città. La sua intraprendenza impedirà la distruzione delle infrastrutture portuali e la cacciata delle truppe tedesche dal capoluogo pugliese. Il lieto fine di ciò che accadde 82 anni fa, elevò Bari al rango di prima città liberatasi dall'esercito nazista grazie all'intervento dei civili e dei militari presenti nel territorio cittadino e prima dell'arrivo degli inglesi, avvenuto il 12 settembre 1943. Ma, il 28 gennaio 1944, inizia la parabola discendente dell'alto ufficiale dell'Esercito italiano che viene arrestato dai militari britannici con l'accusa di aver commesso un crimine di guerra.

L'episodio che determinò l'arresto, risaliva al 30 novembre 1941, quando Bellomo ordinò di sparare verso due ufficiali inglesi (il Capitano Playne e il Tenente Cooke) che tentarono di fuggire dal campo di prigionia di Torre Tresca. Il Capitano Playne rimase ucciso e Cooke rimase ferito al termine di una sparatoria, poco chiara, nella complessiva dinamica dei fatti. Il generale Bellomo andò sotto processo il 23 luglio 1945, divenendo il primo ufficiale a essere processato in Europa per crimini di guerra. Il processo si svolse nella quasi totale assenza di garanzie per l'imputato, accusato di aver sparato in direzione dei 2 ufficiali inglesi, venendo così condannato a morte. Rinunciando alla grazia, il generale Nicola Bellomo sarà fucilato a Nisida (Napoli), all'alba dell'11 settembre 1945 da un plotone inglese, diventando così l'unico ufficiale italiano ad essere giustiziato per crimini di guerra. Nel 1951, Bellomo riceverà la medaglia d'argento al valor militare per l'eroica difesa del porto di Bari e della città. Dal 1976, dopo lunghe traversie patite dalla famiglia, le sue spoglie sono custodite nel Sacrario dei Caduti d'Oltremare in Bari.

Il 28 luglio 2023, l'allora sindaco di Bari Antonio Decaro ed il Comandante delle Forze Operative Sud dell'Esercito, alla presenza dei familiari del Generale Bellomo, scoprivano sull'isola di Nisida, una targa ricordo nel luogo della fucilazione, recuperando altresì l'originaria lapide posta nel sito della prima tumulazione e piantando un albero d'ulivo donato dai cittadini baresi. Ottant'anni dopo la sua morte, il calvario giudiziario del generale Nicola Bellomo resta ancora un caso aperto.

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