Cinema: dal 31 marzo 2016 nelle sale arriva "Wax: We are the X"

Daniele Martini | 14:57 | 0 commenti | Raccolto in Etichette: , , , , , , ,
"Con questo film volevo raccontare il presente e lasciare che il pubblico lo vivesse in maniera immersiva, attraverso una storia dal valore universale e non metaforica che però contenesse anche  temi importanti su cui riflettere" ha dichiarato il regista Lorenzo Corvino quando ha presentato il suo film 'Wax: We are the X', che uscirà nelle sale italiane il prossimo 31 marzo dopo essere stato presentato in moltissimi festival di cinema, italiani ed europei, e distribuito da 'Distribuzione Indipendente'. La scorsa primavera è stato il film di apertura all'edizione 2015 del 'Festival del Cinema Europeo di Lecce'.
"Questo è un road movie generazionale" ha aggiunto il regista "che tenta di mescolare avventura, romanticismo e thriller, per raccontare attraverso l'avventura la condizione precaria dei trentenni di oggi".
La storia è quella di una troupe di giornalisti che riceve un video senza sapere chi lo ha inviato. Il filmato è la prova lasciata da tre trentenni, due uomini e una donna, di un viaggio in Costa Azzurra e documenta la cronaca di una settimana passata dai tre a completare un incarico prima di essere coinvolti in un incidente. I tre condividono il destino di chi è già condannato. Del cast fanno parte: Jacopo Maria Bicocchi, Gwendolyn Gourvenec, Davide Paganini, con le partecipazioni speciali di Rutger Hauer e  Andrea Sartoretti.
"Per parlare della crisi e della povertà, si tende sempre a porre l'attenzione su casi di cronaca estremi e drammatici per lavare la coscienza borghese" sottolinea Corvino "ma raccontare un dramma sullo sfondo di splendide scenografie come quelle della Costa Azzurra o delle isole Canarie è molto più complesso. Certo, la precarietà della nostra generazione, più che qualcosa di materiale, è un concetto intellettuale, siamo figli di una classe media che ha costruito il paese senza mai smettere di lavorare perché non aveva rendite, e che ci ha trasmesso la speranza di una possibilità, che è un particolare stato dell'anima. E l'ostacolo più grande, per noi, nell'epoca di oggi, è appunto quella di identificare un fronte di guerra".

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